DONNE & SORSI DI TE
In un ex cartiera dal passato sfolgorante, Marella la narratrice del tè parlerà del legame tra le donne ed il tè.
Donne e tè durante le Guerre Mondiali e le colonizzazioni. Come le donne hanno ottenuto i loro diritti servendosi del tè? Quali donne hanno fatto innamorare grazie al tè? Le donne, il tè, la pubblicità ed i dipinti.
E gli uomini come hanno appoggiato le donne ricorrendo al tè?
Insieme alla conversazione, sorseggerai il tè a foglia, accompagnato da torte artigianali.
📅 Sabato 11 aprile 2026, ore 17.00.
📍Officine Bellotti, via Antonio Gagini 31
🌿Viaggio culturale e gastronomico: €20.
FIERA & INCONTRO
Fibra Fair vol.4✹
7/8 Marzo 2026 | Officine Bellotti, Via Gagini 31
Un ecosistema indipendente tra editoria, design, fotografia e musica.
Due giorni di stand, dj set, installazioni, talk e workshop.
🎟 Ingresso con donazione di 3€, valida per entrambi i giorni.
INCONTRO
Presentazione del libro “Palermo. Racconto di una città in 100 opere” di Sergio Troisi.
Questo libro non è un testo di storia dell’arte, ma si serve dell’arte per esplorare i momenti salienti della storia della città.
Trionfo o caduta? È questo il rompicapo che siamo invitati a risolvere. Come in un puzzle, le cento opere celebri o poco note qui accostate in successione cronologica diventano indizi attraverso i quali imbastire il racconto della città di Palermo. Muovendo per frammenti, per sintomi, per suggestioni – a metà tra un libro di storia e uno di storia dell’arte – si tenta, anche attraverso le fonti d’epoca, di metterne a fuoco i tratti del volto, il carattere, attraversando insieme alle opere con un passo diagonale di scarti e deviazioni, personaggi, luoghi e accadimenti. La città che viene fuori da queste pagine è una Palermo inedita, oscillante e precaria, una città in bilico nelle sue perenni contraddizioni.
“Molti pensano che pittura e scrittura consistano semplicemente nel riprodurre forme e somiglianze. In realtà, il pennello serve a far emergere le cose dal caos.” Zao-Wou-Ki.
Qualche parole sull’artista
Cécile Donato Soupama ha sempre vissuto il mondo attraverso una percezione del suono differente, che fin dall’infanzia le ha insegnato a cogliere la realtà in modo unico. Per lei, le parole non arrivano immediate: si svelano gradualmente, come un’eco che richiede tempo per essere decifrata. Questo rapporto particolare con il linguaggio — tra suono, scrittura e silenzio — ha nutrito la sua ricerca artistica, trasformando la pittura in un ponte tra ciò che si sente e ciò che si comprende. La sua arte nasce proprio da questo spazio intermedio: un dialogo tra la parola scritta, spesso nascosta sotto strati di colore, e il gesto pittorico, che diventa voce di un’esperienza intima e universale. I libri, le pagine di autori come Dante o Omero, emergono o si celano tra i pigmenti, come traccia di un percorso dove il tempo e la memoria si fondono con la materia.
Le superfici pittoriche, sovrapposte come un palinsesto, sono ricoperte da densi strati di pigmenti stesi con gesti decisi, che delimitano lo spazio. Le pagine dei libri vengono lasciate apparenti o coperte da colori che si sviluppano con forza, guidandoci nel viaggio mentale intrapreso dalla pittrice.
MOSTRA
TERRITORIUM
di Cécile Donato Soupama
Territorium è una trilogia pittorica realizzata da Cécile Donato Soupama tra il 2020 e il 2025.
Territorium I, il viaggio interiore
“Dipingere significa dare una narrazione alla scrittura.” Etel Adnan
Il primo capitolo della trilogia viene realizzato nel 2020, durante la pandemia. Confinata sulle colline di Patti, Cécile Donato Soupama, decide di tenere un diario di
bordo: ogni giorno una pittura, successivamente montata sulle pagine di autori greci e latini. Da questo esercizio quotidiano nascono 10 libri d’artista, dei leporello che possono essere presentati sia “srotolati” che chiusi a ruota, creando uno spazio senza limiti, chilometri di territori…
Territorium II, polytropos
“L’inedito sorge, che lo si voglia o no, nella molteplicità delle ripetizioni.” Jacques Derrida.
Il secondo progetto nasce due anni dopo, nel 2022. Il formato torna verticale e, solo in apparenza, bidimensionale, poiché le pagine dei libri si aprono sulla superficie come finestre sulla pittura. I libri associati a questi polittici sono edizioni degli anni ’40 di Omero e Dante, opere che formano il territorio identitario e le basi della nostra umanità.
Territorium III, da un malinteso alla comprensione
“Se tracci una strada, fai attenzione: potresti avere difficoltà a tornare.” Henri Michaux.
Cécile Donato Soupama realizza il terzo e ultimo progetto nel 2025. Si tratta di un’immensa “ruota” ad altezza naturale, dove pittura e pagine stampate si alternano. Questa struttura circolare e pittorica è un tentativo di rappresentare l’essenza e il fondamento di una parte della nostra cultura e della nostra memoria.
La costruzione circolare è accompagnata da centinaia di “pensieri votivi”, come appunti presi al volo. Un insieme di frammenti sospesi, brandelli di conversazioni, letture, domande, dubbi e silenzi.
Territorium indaga il tema dell’identità e della permanenza attraverso la pittura. Alla fine, ciò che resta è solo carta, spesso illeggibile a causa dell’usura del tempo, coperta di polvere, ridotta a piccole particelle come i pigmenti. L’uomo condivide lo stesso destino… tornare polvere.