Ars Subtilior – Per aspera ad astra

Martedi 12 novembre – ore 21:00 – Sala Teatro Officine Bellotti

Per aspera ad astra – Programma musicale:
(Chantilly, 12) Le Beau Cordier – Tout par Compas
(Chantilly, 25) Guido – Or voit tout en aventure
(Modena, 27r) Ciconia – Sus une fontayne
(Chantilly, 43) Jacob de Senleches – La harpe de melodie
(Modena, 39) Jacob de Senleches – En attendant Esperance  
(Modena, 11v) Zachara da Teramo – Sumite karissimi
(Chantilly, 39) Philipoctus de Caserta – En remirant vo douce portraiture  
(Modena, 40) Matteo da Perugia – Andray soulet au mielz que je pouray
(Modena, 32r) Matteo da Perugia – Le greygnour bien
(Chantilly, 31v) Jo Olivier – Si con cy gist
(Modena, 13r) Antonello da Caserta – Beauté parfaite

(La prima voce indica il codice, la seconda il nome del compositore, la terza il titolo della composizione)

MiniM Ensemble medievale
Chiemi Wada – voce
Lucio Garau – Organo portativo
Emanuele Buzi – Viella
Cristina Greco – Arpa

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Informazioni aggiuntive

Fondato nel 1991, il MiniM Ensemble si è proposto inizialmente di approfondire un ambito specifico del linguaggio musicale contemporaneo; il termine MiniM si riferiva quindi contemporaneamente ad un’estetica, il cosiddetto minimalismo e all’intenzione di evidenziarne le peculiarità ricorrendo spesso a formazioni estremamente ridotte.

In seguito l’ensemble ha partecipato a diversi festival e ha affrontato anche altri repertori tra cui spesso le musiche di Giacinto Scelsi, di cui nel 1996 ha eseguito in prima assoluta insieme a Michicko Hirayama i Canti del Capricorno, e di Lucio Garau.

A partire dal 2019 l’ensemble ha cominciato ad affrontare il repertorio del Medioevo privilegiando da subito le musiche “complesse” in particolare quelle della cosiddetta “Ars subtilior”.

Per l’accrescimento delle competenze dei musicisti sul repertorio medievale sono stati fondamentali i seminari tenuti da Kees Boeke presso il Conservatorio di Palermo focalizzati su alcuni dei più importanti codici di musica come lo Chantilly e il Modena. Nel 2024 l’ensemble ha realizzato una propria versione, con strumenti, voci maschili e femminili, della messa di Nostre Dame di Guillaume de Machaut, eseguita presso la Cappella Palatina di Palermo e ne sta curando la pubblicazione online per il Conservatorio del capoluogo siciliano.

L’ensemble, formato da giovani eccellenze e da cantanti e strumentisti professionisti già affermati nel mondo accademico e concertistico della musica classica, romantica, moderna e contemporanea, utilizza, in questo contesto, copie di strumenti dell’epoca costruiti in base alle rappresentazioni iconografiche pervenuteci. 

Dal 2020 in poi l’ensemble ha maturato una notevole attività concertistica in formazioni di numero variabile dal duo al sestetto affrontando repertori diversi del Trecento e Quattrocento.

La formazione è attualmente impegnata nella produzione di un cd sulle musiche di Matteo da Perugia per Brilliant Classics.

Note al programma:
Il concerto propone 11 composizioni a tre parti (cantus, tenor e contratenor) che esemplificano uno stile, poco conosciuto e particolarmente interessante, fiorito nel periodo di quasi quattro decenni a cavallo del 1400, all’incirca dal 1380 al 1420. In altri termini il periodo compreso tra la morte di Guillaume de Machaut e il concilio di Costanza.  

Negli ultimi decenni del Trecento l’evoluzione della notazione portò la produzione musicale ad a una fase di complessità senza precedenti. In alcune composizioni i musicisti iniziarono a sperimentare espedienti di notazione sempre più complicati  inventando nuovi modi per scrivere il ritmo. Il rapporto tra le tre voci ha, in alcuni momenti, una indipendenza ritmica che ritroveremo in seguito solo nella musica del XX secolo; la sincope ritmica ha spesso un ruolo pervasivo e particolarmente straniante. Questo repertorio testimonia una straordinaria e consapevole attenzione alla scrittura musicale e alla conseguente creazione di un nuovo pubblico che riceve il brano anche come “scritto”. Ciò è evidente non solo nei modi, talvolta stravaganti, in cui le canzoni sono annotate, ma anche nei testi delle canzoni che si riferiscono in modo autoriflessivo al processo di scrittura della musica. Per via della sua complessità e della conseguente difficoltà di esecuzione questa musica -riemersa da meno di un secolo- è stata inizialmente ritenuta dai musicologi e dai musicisti puramente speculativa e ineseguibile. Lo sviluppo delle conoscenze musicologiche e le nuove generazioni di interpreti negli ultimi tre decenni hanno stimolato la riflessione sulla sua possibile esecuzione, prima in disco e poi in concerto. 

È musica ricca di contenuti in parte ancora oscuri, ma allo stesso tempo è musica ricca di grande bellezza e originalità.

Le fonti delle musiche del concerto sono il Codice Chantilly e il Codice di Modena.

In alcuni casi i compositori sono (Ciconia, Zachara da Teramo, Matteo da Perugia) figure centrali della vita musicale italiana del periodo.

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